Sei alla ricerca di un’ottica ultra-grandangolare full frame capace di offrire un angolo di campo estremo, una costruzione solida e un prezzo accessibile? Il Brightin Star 12mm f2.8 è pensato per chi vuole spingersi oltre i classici 14 mm ed esplorare nuove prospettive creative in paesaggio, architettura e astrofotografia. In questa recensione analizzeremo le sue caratteristiche tecniche, i punti di forza e i compromessi da accettare, insieme a considerazioni pratiche basate su un utilizzo reale sul campo.

Introduzione
Il Brightin Star 12 mm f2.8 è un ultra-grandangolo full frame a messa a fuoco manuale, pensato per fotografi e videomaker che cercano un angolo di campo estremamente ampio a un prezzo accessibile. Compatibile con Sony E, Nikon Z, Canon RF e L Mount, questo obiettivo si rivolge soprattutto agli amanti di paesaggio, architettura e astrofotografia, offrendo un campo visivo spettacolare di circa 122° unito a una costruzione interamente in metallo e a una resa sorprendentemente solida per la sua fascia di prezzo.
Specifiche Tecniche
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Focale e apertura: 12 mm • f2.8 – f16.
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Formato: full frame.
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Schema ottico: 15 elementi in 11 gruppi, progettati per contenere distorsione e aberrazioni su un angolo di campo estremo.
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Diaframma: 10 lamelle, ideale per sunstar definite chiudendo il diaframma.
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Costruzione: interamente in metallo, solida e ben rifinita.
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Peso: circa 550 g.
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Messa a fuoco: manuale, con ghiera fluida e distanza minima di circa 0,2 m.
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Filtri: non compatibile con filtri a vite standard a causa della lente frontale bombata.
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Prezzo indicativo: circa €430.
Vantaggi
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Angolo di campo estremo: i 12 mm permettono inquadrature molto spinte, ideali per paesaggi ampi, interni e architettura creativa.
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Ottimo per astrofotografia: apertura f2.8 e resa delle stelle convincente al centro, con coma contenuto considerando la fascia di prezzo.
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Costruzione premium: corpo in metallo robusto, ghiere precise e sensazione generale di prodotto ben costruito.
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Compattezza: dimensioni e peso gestibili per un ultra-wide full frame.
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Prezzo competitivo: uno dei 12 mm full frame più economici sul mercato.
Svantaggi
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Assenza di autofocus: richiede un minimo di esperienza, soprattutto in situazioni dinamiche.
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Filtri: impossibilità di usare filtri a vite tradizionali, limite importante per fotografia di paesaggio avanzata (sono comunque disponibili dei filtri che vengono montati sulla parte posteriore dell’obiettivo).
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Bordi: nitidezza ai bordi inferiore a tutta apertura, che migliora chiudendo il diaframma.
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Flares: presenza di flare e ghosting con il sole in campo, tipica di ottiche così grandangolari.
Consigli per ottenere il massimo
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Per paesaggi e architettura, lavora tra f5.6 e f8 per una resa più uniforme su tutto il fotogramma.
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In astrofotografia, usa f2.8 con tempi tra 15 e 20 secondi, curando bene la messa a fuoco manuale.
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Fai attenzione alle linee prospettiche, perché a 12 mm anche piccoli movimenti cambiano molto la composizione.
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Valuta sistemi portafiltri dedicati se utilizzi spesso ND o GND in paesaggio.
Conclusione
Il Brightin Star 12 mm f2.8 è un obiettivo ultra-grandangolare pensato per chi vuole spingersi oltre i classici 14 mm senza affrontare i costi delle ottiche professionali di fascia alta. Offre un angolo di campo impressionante, una costruzione solida e prestazioni più che dignitose per paesaggio, architettura e fotografia notturna. Non è privo di compromessi, soprattutto su bordi e gestione dei filtri, ma per il prezzo a cui viene proposto rappresenta una scelta estremamente interessante per chi ama le prospettive estreme e il controllo totale del fuoco manuale.
Ho avuto modo di provare il Brightin Star 12 mm f2.8 per alcune settimane sul campo e devo dire che mi ha colpito in modo particolarmente positivo, soprattutto se confrontato con il 16 mm Brightin Star che avevo testato qualche tempo fa. Il salto in avanti è evidente, sia per resa generale sia per gestione delle prospettive, con un angolo di campo decisamente più coinvolgente e creativo.
In fase di post produzione è necessario intervenire manualmente, poiché in Lightroom non è presente il profilo dell’obiettivo. Le correzioni di distorsione e vignettatura vanno quindi applicate a mano, così come la gestione dei dati di messa a fuoco e diaframma, che non vengono registrati automaticamente. Personalmente non considero questi aspetti un limite rilevante, dal momento che utilizzo questo obiettivo per circa il 90% delle volte su cavalletto, in contesti dove il controllo manuale fa parte del flusso di lavoro.
In ambito astrofotografico si rivela particolarmente interessante, perché i 12 mm permettono di ottenere un campo di ripresa davvero ampio, ideale per includere grandi porzioni di cielo, Via Lattea e primo piano ambientale in un’unica inquadratura. Una caratteristica che lo rende uno strumento molto valido per chi cerca immagini notturne d’impatto senza dover ricorrere a ottiche ben più costose.

